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martedì 19 gennaio 2016

SANDALI PER SCARPE

Uno dei regali più graditi di questo Natale da parte mia sono state un paio di Crocs. Avevo assolutamente bisogno di qualcosa di nuovo da mettere ai piedi per sostituire i sandali da mare che usavo prima. Sono stati ai miei piedi per sette lunghi anni. Li avevo acquistati alla Decathlon da portare nello zaino per il cammino di Santiago, un buon compromesso tra scarpa leggera e calzatura per fare la doccia, così da non occupare inutile spazio nel mio già pesante bagaglio. Inoltre ricordo che non ero assolutamente un simpatizzante delle infradito o forse non andavano ancora così di moda.
Poi li ho usati come ciabatte/pantofole in casa per svariate stagioni.
Tolsi le mie Nike quel giorno a Santiago dopo 800 Km e non le rimisi più (mi avevano un po' stufato anche) tornai così a casa in sandali, permettendo ai poveri piedi di rilassarsi un po'. Le scarpe non le ho buttate, naturalmente, le conservo gelosamente in una scatola sopra l'armadio. Credo che oltre ad essere un bel cimelio le tengo perchè possano ripartire. Non sono loro che lo vogliono ma io. Ripartire per morire e tornare a vita nuova. Di nuovo.

mercoledì 27 agosto 2014

30 SUL CAMPO

Scimmiottando un po' lo slogan della Juve di qualche hanno fa mi torna in mente di aver compiuto trent'anni. Non ricordo assolutamente cosa pensassi all'ultimo cambio di decina, però mi sembra che questi dieci anni siano trascorsi abbastanza velocemente. Molti ricordi: la maggior parte belli. Alcuni di questi li rivivo con la stessa intensità grazie a questo Blog che, effettivamente, ha cessato di esistere per qualche anno.
Ciò che lo animava era proprio lo scapo di mettere un po' per iscritto la mia vita. Credo che il meccanismo "social" dei blog mi abbia poi condotto troppo a scrivere forzatamente perdendo lo slancio iniziale, ricercando troppo i gusti dei lettori piuttosto che il gusto dell'unico lettore per cui è stato ideato questo spazio virtuale: il sottoscritto.
Per cui mi impegno a farlo rivivere, a far rivivere la mia vita, anno dopo anno, ricordo dopo ricordo.
30 sul campo e non sentirli.

lunedì 11 febbraio 2013

GAMBE IN SPALLA

La neve mi affascina da sempre. A dir la verità l'ho già scrito in un altro post ma lo ribadisco. Per me oggi è come se avesse messo tutto in pausa: abituato come sono a non fermarmi un attimo. Così mi godo un po' di riposo forzato cercando di sistemare un po' di cose lasciate in sospeso, pensieri compresi.
Finalmente sono riuscito a correre in questi giorni. La corsa è una delle mie passioni che però purtroppo trascuro un po' soprattutto nella stagione invernale. Ora però non c'è tempo da perdere: insieme ad altri tre amici parteciperò alla Milano City Marathon. Naturalmente non ho la preparazione sufficiente per completare l'intero percorso, infatti siamo iscritti alla staffetta, correndo così solo un quarto dei 42 Km e 195 m che compongono la maratona. Serve una buona preparazione per non sfigurare, d'altronde il 7 aprile sarà pur sempre la mia prima gara della "carriera". Correndo qua e là inizio a guardarmi in giro per scovare qualche nuovo percorso, anzi il percorso me lo preparo a casa grazie questo sito così poi posso calcolarmi la velocità e farmi un'idea in quanto concluderò la mia frazione! Grazie a Riccardo poi ho scoperto i bellissimi sentieri del Parco del Lura tra Bulgarograsso e Guanzate; saranno sicuramente meta di svariate uscite.
Per chi non conoscesse ancora guardi qui.
Nel frattempo ho scoprto quanto sia bello e piacevole correre con la musica, ti da davvero una marcia in più quando sei da solo.
Mi son fatto prendere la mano poi e mi sono iscritto anche alla Strongmanrun una gara da pazzi che si terrà a Rovereto (TN). Ci sarà da divertirsi e servirà un'ottima preparazione nel periodo estivo! Poi ci sarebbe anche la DeeJay Ten a Firenze a fine maggio...valuteremo con gli altri runners però.
Un giorno quando la smetterò con la pallavolo o il calcio mi dedicherò esclusivamente alla corsa. Un giorno...

mercoledì 26 dicembre 2012

COL CUORE PIENO DI NATALE

Tutto inzia la mattina della vigiali di Natale: sveglia di buon mattino (che non significa necessariamente presto) per completare gli ultimi acquisti pre-natalizi. La mossa migliore è andare a colpo sicuro, senza mischiarsi tra la folla: parcheggio fortunoso in men che non si dica, negozio studiato precedentemente, non guardarsi troppo in giro, pagare, auguri alla commessa...e via di nuovo in macchina. Nessun intoppo piano studiato alla perfezione, anche l'eventuale traffico da vigilia di Natale era previsto quindi non mi crea disturbo ne nervosismo. Mi tolgo anche lo sfizio di comprarmi una giacca ed una camicia, santa Conbipel per me oggi fa il 50% di sconto!
Il pomeriggio è dedicato a pacchi e pacchetti, anche se mi perdo nel web cercando di rifare un video con le facce dei miei amici che aveva avuto gran successo l'anno passato. Non ci riesco, sono agli sgoccioli, devo andare a fare il Babo Natale per le vie del paese. Per fortuna mia mamma mi viene in soccorso e finisco in poco tempo di incartare.
Quella di vestirmi da Babo Natale è una tradizione che si rinnova ogni anno: lo faccio per i bambini, per i loro sorrisi ed i loro occhi quando mi vedono, dovreste vederli sono gli occhi più meravigliati e felici che possiate immaginare. Devo ammetterlo, da quando ho iniziato a lavorare all'asilo mi riesce molto più facile, in fondo bisogna solo recitare un po' ed il resto vien da sè. E' bellissimo, poi, interpretare per qualche ora un personaggio così positivo, amato da tutti, che tutti vorrebbero incontrare nella notte santa e che strappa un sorriso e un saluto a grandi e piccini. Voglio ricordarmi però di tre bambini in particolare, non so se loro hanno relizzato che Babo Natale avesse portato loro dei doni: erano dei bambini con delle disabilità, a loro va il mio pensiero più profondo in questo natale 2012.
Per la prima volta quest'anno faccio una vera e proprio cena di vigilia: il cosiddetto "cenone". Siamo stati invitati dagli zii di Nose io, Marika e gli altri della combriccola. L'invito a casa Bardaglio ci inorgoglisce: si prospetta una bellissima serata! Le aspettative non vengono deluse: una fantastica cena in pieno stile bavarese con tanto di birra rigorosamente tedesca ci porta alle porte della mezzanotte. Un ringraziamento a Giorgio ed Isabella per l'ospitalità e la bella serata; sono felice di averli conosciuti un po' più da vicino, hanno confermato la mia idea: sono delle bellissime persone e la loro è una favolosa famigliola! Via di corsa per la tradizionale messa di mezzanotte. Purtroppo siamo in piedi, ma poco importa. A seguire auguri per tutti gli amici e conoscenti.
E' il momento di salutarsi, ma il bello arriva adesso. Io e Marika ci scambiamo i nostri "regalini" prima di tornare a casa e...come al solito abbiamo esagerato, nel senso che ci conosciamo troppo bene ormai e riusciamo sempre a stupirci per la bellezza e l'appropriatezza dei nostri "pensierini". Non finirò mai di ringraziarla per i momenti che passiamo insieme.
Il Natale lo trascorro a casa di mia sorella Marta. La casa nuova dove da poco si appena trasferita con il suo futuro marito. Che poi sarebbe mio cognato ma  io lo sento più come un fratello maggiore, in particolare oggi, e ciò mi piace moltissimo! La loro casa è davvero bella, sono davvero felice per la mia sorellina. Anche la mamma di mio cognato pranza con noi: la vedo raramente ma sono sempre più convinto sia una pesona squisita; oggi mi ha parlato della sua vita: quanti sacrifici ha fatto, quanta fatica e quanto amore per il figlio...lo ammetto: mi sono anche commosso.
Poi nel pomeriggio classica visita a casa Piatti dove si riuniscono zii, cugini e nipoti. Oggi grandissima affluenza, anzi affluenza totale! Zii al completo, cugini con annessi mariti o mogli o fidanzate presenti, cuginetti vecchi e nuovi c'erano tutti. Bello ritrovarsi tutti insieme!
Per finire cena leggera da mia sorella e a seguire gioco in scatola come facevamo da piccoli la sera, invece di gaurdare la televisione. Oggi c'era anche il mio nuovo fratello maggiore.
Buona Natale a tutti. Belli e brutti.

P.S.: con le feste il regalo più bello che arriva è il tempo, magari ne avessi sempre così tanto per fermarmi a pensare, riflettere e scrivere

lunedì 21 marzo 2011

PROMEMORIA

Certe volte si arriva ad un punto in cui ci si accorge che tutto sta andando per il verso sbagliato, o almeno, non sta andando come si vorrebbe  o non corrisponde all'idea che ci si era fatti su certe situazioni. Di chi è la colpa? Dove si ha sbagliato? Perchè è andata diversamente sta volta?
Non per forza c'è una risposta, semplicemente credo bisogni vivere attivamente le cose, non solo da spettatori, mettersi in gioco in pieno, senza tralasciare nessun particolare. Insomma bisogna darsi una mossa e, se ci si accorge che qualcosa non va per il verso giusto, avere la lucidità e la fermezza di cambiare al più presto rotta. E' proprio quando tutto sembra andare per il vero giusto che si abbassa la guardia, rischiando di compromettere ciò che di buono si era compiuto. Difficile è anche non farsi condizionare da un episodio spiacevole che, come una sorta di nuvoletta di Fantozzi, può condizionare anche il resto della tua giornata, o per i più sensibili, il resto della settimana o addirittura il mese... La lucidità di cui parlavo prima credo serva anche per focalizzare ciò che davvero è importante, allargando bene l'obiettivo sulla nostra esistenza e sui nostri progetti magari ci si accorge che quel lieve passo falso non è nulla paragonato al cammino che ci attende o che abbiamo già percorso. Perchè poi, le cose per cui dobbiamo prendercela, per cui dobbiamo rimanere male per davvero sono veramente poche, o forse, non ne esiste veramente nessuna! Come dice il saggio:
"Se hai un problema che puoi risolvere non serve affannarsi; se hai un problema che non puoi risolvere non serve affannarsi, non lo puoi risolvere".

domenica 9 gennaio 2011

IN UN ATTIMO

Ieri tornavo a casa in auto all'ora di cena, un po' stanco per il pomeriggio di shopping letterario milanese. Mentre tutti infatti andavan per negozi io giravo per librerie! Il programma della serata era già molto intenso: a casa per una cena flash, una riunione in palestra e poi di nuovo a prender la mia ragazza per raggiungere alcuni amici in un locale. Il solo pensiero mi turbava; più per la momentanea mancanza di voglia che per reale stanchezza.
Mentre sto guidando leggo l'sms di una carissima amica che arrivatomi sul cellulare poco prima. E' un messaggio di sfogo. La madre, colpita da una grave malattia, è stata ricoverata all'ospedale quella mattina. Nel messaggio leggo tutto il peso di una giornata che questa mia amica non avrebbe proprio voluto andasse in quel modo. In fondo all'sms questa frase: "Che strana la vita...".
Mi sforzo di immedesimarmi nella sua situazione. Cerco le parole giuste per farle sentire la mia vicinanza e per rincuorarla, per quanto sia possibile. Poi, mi soffermo, per riprendere nel mio messaggio di risposta, di cui non mi curo della lunghezza, quella sua riflessione sulla stranezza della vita. Ed in effetti è vero; un'attimo prima stai pensando a qualcosa ed un attimo dopo la tua giornata, se non la tua settimana, o il tuo mese, o addirittura la tua vita, prendono una piega diversa, magari completamente diversa. E' certo che questa mia amica non si sarebbe mai immaginata venerdì sera di trascorre un sabato così. La stranezza certe volte della vita sta nella sua imprevedibilità; se l'evento che si manifesta all'improvviso è positivo, lasciamo che la nostra vita venga sconvolta serenamente, non curandoci troppo dei cambiamenti che intervengono. Mentre se l'evento è negativo la nostra esistenza viene sconvolta bruscamente, e con lei i nostri piani, i nostri progetti e le nostre aspettative. Spesso questi eventi negativi riguardano la salute delle persone a cui siamo naggiormente legati. Si realizza solo in certe situazioni quanto si è attaccati sentimentalmente ad una persona, maledicendo la superficialità o la sbadataggine con cui siamo abituati a vivere la relazione con quella persona. Purtroppo in un attimo le cose possono cambiare dannatamente in peggio.
Di fronte a quanto accaduto, appreso da quell'sms, realizzo che i mie problemi di quella sera sono davvero di poco conto. Posso solo ritenermi fortunato ad avere una serata così movimentata. In un attimo anche la mia giornata cambia volto. E allora continuo il mio viaggio verso casa, ma stavolta col sorriso sulle labbra.

Ripensandoci, a tarda serata penso che il 2010 se ne andato portandosi via due persone che conoscevo piuttosto bene: Gabriella e Walter. Sono molto legato alle loro famiglie e ai loro figli. La vita di queste persone è cambiato all'improvviso, per sempre. Cosa resta loro dei loro cari? Penso l'affetto e il ricordo, da tenere sempre vivi perchè non vadano persi. Come lacrime nella pioggia.