Ecco, Super Gigi io ti farei una statua per questo 2015, così quando sono stanco, ho paura o sono affranto mi possa ricordare di te e di quanto sei forte.
Grazie della forza che mi hai dato e continui a darmi!
Le parole volano via, si cancellano, si dimenticano; con l'ardire di metterle per iscritto affinchè non svaniscono nel tempo, creo questo Blog, perchè anch'io, un giorno, non faccia la stessa fine.
Ne ho preparate tante quest'anno di valigie. Cioè più che valigie di solito sono borse o borsoni.
Tra queste due settimane cinque giorni soli a casa, con la valigia sul letto e la testa alla 12 ore di pallavolo che incombe al mio ritorno.Ciao Don, stasera non vengo alla tua Messa, a dir la verità è un po' che non ci vengo, sarò in oratorio per una riunione, penso gradirai, forse anche di più."Una sera di Maggio normale, mentre il sole manda un ultimo raggio, ed un ricordo sopito. Uno sguardo, una foto, e il pensiero corre indietro… è tredici anni che sei partito.Quel giorno per me i timori erano per una Maturità ormai alle porte ed un futuro incerto e ingombrante e per te che ancora non si sapeva. Poi alla notizia che tu te n’eri andato, partito… morto, ho riso perché istintivamente convinto che si trattasse di un macabro scherzo, perché tu non te ne saresti mai andato, tu non dovevi andare. Che dolore, che strazio, però, vederti lì freddo e immobile, quando tu freddo e immobile non lo sei mai stato, e si continuava a pensare che era tutto finto, che ti fossi assentato per un po’, ma che a momenti ti saresti rialzato e avresti ripreso a dirigere il coro, a darci un copione da recitare, a preparare l’incontro di AC o l’attività oratoriana domenicale o a progettare qualche iniziativa missionaria. Quel riso e quella sensazione erano solo reazioni infantili per esorcizzare una paura e il dolore per la tua morte. E invece eri partito…per sempre.E’ tredici anni che sei partito e ci siamo dovuti arrangiare, consapevoli più o meno della superiorità della vita che va avanti, oltre il sentimento umano; siamo cresciuti, riprendendo a vivere senza un amico, una guida, tutti storditi dal tuo addio precoce. Tutti hanno continuato il proprio cammino percorrendo strade diverse, cercando di conciliare domande interiori con la quotidianità di tutti i giorni. Qui, tutti si sono dati da fare, forse per dimostrarti che ciò che ci dicevi non è stato buttato via, ma che in un modo o nell’altro l’abbiamo fatto fruttare. Qualcuno si è sposato, qualcuno si è laureato, qualcuno è stato addirittura in Africa, qualcuno è diventato prete, qualcuno ha messo su famiglia. Hanno cantato che lo spettacolo deve continuare e l’abbiamo continuato, ma senza di te, il tuo ruolo è rimasto vacante. Nessuno ha preso il tuo posto, ma tutti hanno trovato un posto nel proprio cuore per tenerti vicino.E’ tredici anni che sei partito… e ogni tanto torna una nostalgica e malinconica voglia di rivederti e di sentirti, perché manchi, manchi con le tue parole, con i tuoi profondi occhi, con le tue tirate d’orecchi, con i tuoi giochi, con i tuoi cinque impegni settimanali che ci affidavi, con le tue cantate e le tue idee, i tuoi progetti e quell’entusiasmo che avevi e non basta quella tua foto sul comodino che guarda lontano dove tu ci insegnavi a guardare.E ora che parli ai santi e nascondi il pallone sotto la veste mentre giochi a calcio con gli angeli, e oggi che perdo un po’ di entusiasmo, oggi che Dio c’è, ma faccio fatica a capirlo e a sentirlo, e oggi che ti vedo in questa foto ricordo, oggi vorrei tornare solo un momento a sedermi di fianco a te e ascoltarti ancora una volta…Scende una lacrima che mi riga la guancia, segna un ricordo a ritroso tra noi e te, tra te e un Dio che ti ha voluto vicino troppo presto, una lacrima che è un viaggio che abbiamo continuato a percorrere soli con la tua foto ricordo nel cuore.
Ciao Don, e se per caso passi ancora di qua, facci sapere in quale stazione, in quale aeroporto, in quale fermata che sicuramente verremo a prenderti."
26 aprile 2001: sono passati più di dieci anno ormai ma quello è stato un giorno importante nella mia esistenza. So per certo che è stata una svolta, un punto di arrivo e uno di partenza, altro che maggiore età. Da quel lontano giorno ho smesso di essere in un certo modo e ho iniziato ad essere in un altro. E' bastato un istante, un momento, una frazione di secondo; il ragazzino che ero è rimasto forse lì sull'asfalto."...E ogni cicatrice è un autografo di Dioe J-Ax:
Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio..."
"...ho la casa disegnata, da bombole spray
ho la faccia segnata, ma non me ne vado mai
io ho più stile, senza sapere perchè, più stile
ogni defetto mi da più stile..."
"Ci ripenso e mi sembra sempre più straordinario.
Mi ha lasciato tantissimi ricordi che vorrei non dimenticare mai. A partire dai paesaggi fino alle persone straordinarie incontrate, che probabilmente non rivedrò mai più. Ma, come lungo il Cammino di Santiago, ci si trova e ci si lascia con la stessa facilità. Mi ha insegnato che la vita non è né brutta né complicata se alla base c'è l'amore, la condivisione, la semplicità, la povertà e la fratellanza; che in uno zaino di 10/12 kg ci sta tutta la tua casa; che un sorriso aiuta più di ogni altra cosa al mondo; che anche se parli un'altra lingua e non ci siamo mai visti, magari hai più cose in comune con me del mio vicino di casa; che qualcuno che ti aiuta ci sarà sempre, anche quando hai perso ogni speranza; che ogni cosa ha un inizio e una fine: come il Cammino, come la vita, che quindi non va sprecata; che se ti alzi all'alba e vai a letto al tramonto di cose in una giornata ne puoi fare davvero tante; che fermarsi o arrendersi ai propri limiti non è una sconfitta; che la presunzione si combatte con l'umiltà; che tutti abbiamo le nostre debolezze, l'importante è riconoscerle e tramutarle nella nostra forza; che ci si può sentire uniti, anche se non ci si è mai scambiata una parola; che ritagliarsi degli spazi per riflettere e stare da soli aiuta e fortifica; che abbiamo cento, mille comodità assolutamente superflue; che la felicità sta nel dare, dare, dare senza aspettarsi proprio nulla in cambio; che la prima impressione non è quasi mai quella giusta; che la preghiera non è una frasetta da ripetere a memoria; che c'è tanta brava gente al mondo; che se cerchi una risposta di solito ti arriva quando meno te lo aspetti; che la musica è meravigliosa e unisce tutti gli uomini; che dovrei essere tornato cambiato, e spero che si capisca; che per star bene con gli altri devi prima star bene con te stesso; che non c'è niente di più brutto che non avere un tetto sotto cui dormire e qualcosa da mangiare; che la vera gioia sta nell'attesa, perché quando arrivi ormai è tutto finito; che l'Italia è piccola, ma con un sacco di cose belle e di persone speciali; che c'è qualcuno, come un tempo, che cammina per salvare la propria anima, mentre la maggior parte cammina per ritrovarla.Insomma, un mese fuori dal mondo, fuori dal tempo, che ti lascia una traccia indelebile, credo, spero, per sempre. C'era chi ce lo diceva già in Spagna, che un'esperienza così avrebbe segnato le nostre vite.Lo sapevamo anche prima di partire che a casa avremmo lasciato anche noi stessi, perché una volta tornati qualcosa sarebbe cambiato in noi.L'allegria di Santiago non ci abbandonerà tanto presto. "