lunedì 18 luglio 2011

TUTTO D'UN FIATO!

E poi improvvisamente mi fermo e controllo il calendario, è il 18 luglio.
Faccio un po' i conti: sono sei lunghe settimane vissute tutte d'un fiato senza un attimo di tregua ricchissime di impegni ed eventi che si accavallavano l'uno sull'altro.
Più di quaranta giorni in cui non son nemmeno riuscito a trovare la concentrazione ed il tempo necessari per scrivere un post, talmente ero preso da ciò che avrei dovuto fare quello stesso giorno o il giorno a venire. Cosa mai sarà successo?!?!? Andiamo con ordine:
  • un giro del lago di Varese by bike;
  • la mia prima reflex personale [Nikon D3100];
  • un campo di pallavolo improvvisato in una due giorni di festa paesana;
  • la scenografia di un teatro con più di duecento spettatori;
  • l'ultimo allenamento, l'ultima partita, l'ultima lezione e l'ultima di praticamente tutte le attività che svolgo durante l'anno;
  • il compleanno della fidanzata (da non sottovalutare!);
  • l'organizzazione di un torneo di calcio con 12 squadre della durata di due settimane;
  • l'acquisto della mia prima automobile [PuntoEvo150°];
  • gli scrutini finali delle sei classi dell'Istituto S.Marta;
  • tre settimane di camp del CONI (in cui tra le altre cose ho "insegnato" scherma e sculture con i palloncini);
  • una settimana (l'ultima) da maestro alla scuola estiva;
  • la festa finale della sezione pallavolo;
  • l'E-state Insieme a Villa Guardia al mattino;
  • l'addio al celibato e il matrimonio di un carissimo amico;
  • una dodici ore di pallavolo in cui ci siam classificati secondi;
  • il torneo di Maccio della durata di quasi un mese;
  • un camp multisport a Canazei in Trentino.
Sono stati giorni ricchi di emozioni, di fatiche e preoccupazioni. Tutto poi è giunto alla sua conclusione ricordandoci quanto bella è stata l'esperienza vissuta e quanto infondati fossere i timori iniziali. Come tutti i viaggi la ricchezza dell'esperienza sta propio nel viaggio stesso e non nella meta raggiunta.
Questo tempo se ne è andato  e, purtroppo non tornerà più indietro; sono contento di non essermi mai fermato, di non aver detto "no" ad una nuova proposta e di esser riuscito ad accontentare chi chiedesse il mio aiuto (anche se non ho ancora il dono dell'onnipresenza, anche se poco ci manca).
Nonostante questi bellissimi ricordi, queste grandi emozioni, queste strepitose esperienze,  la cosa ancor più bella è che, ne sono sicuro, come dice quel profeta di Ligabue, il meglio deve ancora venire!

P.S.: dilettandomi ora anche in fotografia mi ripropongo di pubblicare quelche "opera d'arte" da me catturata con la mia reflex!

martedì 31 maggio 2011

IL PIU' GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è di certo questa vita che chissà da dove arriva e chissà dove mi porta!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un concerto di Jovanotti, senza ombra di dubbio il mio artista preferito da qualche anno a questa parte. Personaggio carismatico e affascinante, uno che sembra aver capito tutto della vita ,che la vita l'ha vissuta appieno o almeno ci ha provato, ed ha imparato qualcosa da ogni esperienza, incontro o avventura sperimentata. Il suo concerto mi ha sorpreso ancora una volta per l'energia che ha trasmesso, per la bellezza delle sue canzoni che dal vivo sono ancora più attuali e tamarre al punto giusto; senza tralasciare il finale da discoteca che ti lancia l'ultima botta di adrenalina.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è piazza duomo a Milano gremita di tifosi milanista in delirio per la squadra campione d'Italia! gente arrampicata su qualsiasi appiglio immaginabile: cartelli stradali, fermate della metro, fontane, monumenti e lampioni. La piazza di solito è molto affollata, ma così proprio non sarei nemmeno riuscito ad immaginarmela. E poi cori a non finire nella stazione della metro dove rimbomba tutto, Milano per un pomeriggio è stata solo rossonera.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una grigliata celebrativa coi compagni di calcio: altro momento indimenticabile di un'indimenticabile stagione.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono i Giochi della Gioventù vissuti dalla parte di chi organizza: dirigere le scuole e gli insegnati di Educazione Fisica per una mattina mi ha riempito di orgoglio. Io che volevo insegnare, per una volta, sono fra gli insegnanti, anzi un livello superiore, sono loro che chiedono a me come si gioca.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una giornata di minivolley in piazza Cavour a Como, location davvero spettacolare per giocare a pallavolo insieme a tanti bambini; gli stessi che per sbaglio mi chiedono l'autografo scambiandomi per un qualche giocatore di altro livello! Campi di minivolley a pochi metri dal lago in una giornata caldissima: cosa si può chiedere di più?
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è la 24euro a Villaguardia: 24ore di basket, pallavolo e calcio. Ci siam distinti per aver vinto il misero torneo di volley e sono riuscito anche ad intrufolarmi  in campo per fare qualche canestro per le donne dell'Africa.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un torneo con le bambine del GSV al parco di Bregnano: qualcosa di molto più simile ad un pic-nic più che ad un torneo per l'atmosfera che si respirava, davvero molto bello...e molto molto caldo!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è lo spettacolo finale della scuola elementare dove lavori: un successone! Ancora più gustoso dopo le innumerevoli prove fatte per settimane e settimane. Ma ancora più spettacolare il finale della serata che mai e poi mai mi sarei immaginato, dopo il ricco buffet le casse pompano ancora musica e via le suore si buttano in pista e ballano come il miglior John Travolta! Anzi come se fossero sotto il palco di Jovanotti. Davvero impressionante, e lo dico con un pizzico di invidia per le loro doti di ballerine.

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono quelle giornate in cui crolli sul letto, ma col sorriso stampato in volto per quanto sono state belle e intense!

martedì 10 maggio 2011

FINALE DA FAVOLA

Ultimo minuto. Ultima partita di campionato. Secondi contro primi. Il capitano segna il gol della vittoria. La vittoria vuol dire primo posto in classifica! Quel capitano quasi mai fuori dalle righe; quel capitano che predica sempre prudenza e sprona tutta la squadra alla concentrazione e alla determinzione; quel capitano che ha voluto festegiare il suo matrimonio anche coi compagni di squadra; quel capitano che ormai conosci da anni e con cui hai giocato decine di partite con maglie diverse e in altre categorie. Non sono emozioni da film, nemmeno da Holly&Benji, è la cronaca dei pensieri che mi sono balenati in mente quando l'ho visto calciare dal limite dell'area, all'ultimo minuto dell'ultima partita del campionato. Solo cosi poteva finire, nel modo migliore possibile.
Cinque giorni prima ci giocavamo la promozione nella categoria superiore. Nel giro di ventiquattr'ore però la nostra vittoria e il risultato favorevole dei diretti avversari ci regalano la matematica del secondo posto. La gioia è grande! Ora abbiamo in mano la possibilità di vincere addirittura il campionato; sessanta minuti (più recupero): un solo risultato disponibile per poter agguantare il primo posto.
Prima della gare il clima è rilassato, le due formazioni hanno raggiunto già la promozione, un bel sole scalda questa domenica mattina. La posta in gioca però è alta, ma nessuno vuole darlo a vedere. La partita è in bilico, le squadre si equivalgono anche se sembriamo a tratti schiacciare gli avversari nella loro area. In panchina non c'è il mister, al suo posto il vice allenatore che ci conosce dai tempi delle medie; la storia in un certo senso si ripete. Verso la fine del secondo tempo sembra che il risultato più giusto sia il pareggio; manca pochissimo è sarà quello definitivo. Quando vedo calciare il nostro capitano però so già che quel tiro non può  far altro che finire in rete; è il finale più bello, quella palla non può andar fuori. Se avessi dovuto scrivere un finale migliore non ci sarei riuscito. Primo posto! All'ultimo minuto dell'ultima partita di campionato!

P.S.: quando andavamo alle medie dopo le partie, vinte o perse (raramente), l'allenatore  ci pagava SEMPRE  il gelato. Domenica l'aperitivo ce l'ha offerto lui senza dir nulla, ma io in fondo già lo sapevo.

sabato 7 maggio 2011

VIAGGI NEL TEMPO

Cosa ti resta dopo giornate così? Un sorrisone grosso come una fetta d'anguria. E' quello che penso se ritorno con la mente ai giorni trascorsi in pieno relax durante le feste pasquali e la trasferta ad Igea Marina del GSV (gruppo sportivo villaguardia).
Andiamo con ordine. Venerdì santo da sette anni a questa parte vuol dire ventiquattrore di pallavolo. Si avete capito bene ventiquattro ore consecutivi di volley! A dirla così sembra una pazzia, ma sperimentata poi non è che sia proprio impossibile. Tante partite quindi, tanta musica, tanti amici, tanto bere e tanto cibo... alla fine, inevitabilmente, tanto sonno. Come potete immaginare tanto, ma proprio tanto divertimento!  Se penso alle passate edizioni i ricordi si mescolano fra loro: scherzi, risvegli difficili, momenti esilaranti, prestazioni imbarazzanti...restano solo le magliette ricordo a diversificare le varie edizioni del torneo alla fine. Giornata memorabile. Punto.
Pasquetta vuol dire grigliata con gli amici. Qest'anno abbiam fatto le cose in grande. Carne in quantità industriale, gazzebo d'esperienza sarda, campo tattico da beach volley post pranzo, birra quanto basta e la giusta compagnia hanno reso il pomeriggio del lunedì dell'Angelo davvero da ricordare per la sua spensieratezza.
1° Maggio e relativo ponte da un paio d'anni è per me l'appuntamento fisso con le spiagge di Igea Marina per il torneo a cui partecipa il GSV e quindi anche le bambine del minivolley che alleno. Solo a vederlo, il mare, già ti senti meglio. Poi le partite sulla sabbia, i mille imprevisti e le altrettante risate rendono questi giorni spesso indimenticabili. Sarà anche la vita da albergo, che ogni tanto non mi dispiace, a rendere il tutto ancora più gradevole. Basta pensare che l'impegno più gravoso della giornata di solito è raggiungere i campi di gioco con una "faticosissima" passeggiata sul bagnasciuga sospinti da una dolce brezza marina.  Non dimentichiamocene poi, il mio cuore è legato in parte  a questi lidi. Appuntamento quindi immancabile nella mia agenda!

Poi devi tornare a casa, disfare i bagagli, rimetterti in pista per le tua attività consuete. Si fa fatica, molta fatica. E' il solito discorso: lo stile di vita che conduciamo solitamente rispetto a giornate di questo calibro e davvero poca cosa. Sono giornate come queste che ci danno la carica però, ci spingono avanti col sorriso sulle labbra, consci che dopo la salita c'è sempre una bella discesa.

venerdì 15 aprile 2011

TUFFI INDIETRO

Stranissima sensazione quella provata ieri. In un pomeriggio qualunque di un giovedì qualunque, o almeno così si era presentato fino a quel momento, mi ritrovo nel campetto di calcio della scuola dove lavoro nel bel mezzo di una partita di calcio tra bambini di quinta, che poi sono miei alunni. Una partita un po' casuale, non si sa bene chi siano i tuoi compagni e nemmeno se la tua squadra abbia più o meno giocatori di quella avversaria, c'è chi entra e chi esce, chi cambia squadra in continuazione. Non ci sono schemi, non ci sono ruoli, nemmeno le regole son poi così chiare. Mi ritrovo a giocare una partita in stile oratorio, di quelle da domenica pomeriggio di agosto, interminabili, impoverate, dove non è che devi passarla per forza, giusto quando non ce la fai più cerchi un compagno smarcato. Una di quelle partite dove non importa il risultato, anche perchè gli stessi giocatori dubito che lo conoscano, ma lo spettacolo, il gol, la giocata, il divertimento.
Succede poi che segno, di giustezza, nell'angolino basso, e mi ritrovo ad esultare come se fossi in campo a S.Siro, i miei compagni mi vengono incontro, realizzo che sono i miei alunni di quinta, sorrido, e ripenso, non senza rimpianto, alle lunghe partite in oratorio.

La giornata si conclude dopo l'allenamento; nello spogliatoio un compagno più grande racconta un episodi avvenuto circa quindici anni prima. Niente di particolare un salvatggio miracoloso durante una partita di pallavolo. L'entusiasmo e l'orgoglio con cui ne parlava però erano davvero coinvolgenti, un ricordo indelebile anche per lui in questo giovedì di tuffi nel passato. Bisogna sempre guardare avanti? Ma se la strada percorsa è lunga e ricca di bei ricordi ogni tanto fa bene anche voltarsi indietro.

lunedì 21 marzo 2011

PROMEMORIA

Certe volte si arriva ad un punto in cui ci si accorge che tutto sta andando per il verso sbagliato, o almeno, non sta andando come si vorrebbe  o non corrisponde all'idea che ci si era fatti su certe situazioni. Di chi è la colpa? Dove si ha sbagliato? Perchè è andata diversamente sta volta?
Non per forza c'è una risposta, semplicemente credo bisogni vivere attivamente le cose, non solo da spettatori, mettersi in gioco in pieno, senza tralasciare nessun particolare. Insomma bisogna darsi una mossa e, se ci si accorge che qualcosa non va per il verso giusto, avere la lucidità e la fermezza di cambiare al più presto rotta. E' proprio quando tutto sembra andare per il vero giusto che si abbassa la guardia, rischiando di compromettere ciò che di buono si era compiuto. Difficile è anche non farsi condizionare da un episodio spiacevole che, come una sorta di nuvoletta di Fantozzi, può condizionare anche il resto della tua giornata, o per i più sensibili, il resto della settimana o addirittura il mese... La lucidità di cui parlavo prima credo serva anche per focalizzare ciò che davvero è importante, allargando bene l'obiettivo sulla nostra esistenza e sui nostri progetti magari ci si accorge che quel lieve passo falso non è nulla paragonato al cammino che ci attende o che abbiamo già percorso. Perchè poi, le cose per cui dobbiamo prendercela, per cui dobbiamo rimanere male per davvero sono veramente poche, o forse, non ne esiste veramente nessuna! Come dice il saggio:
"Se hai un problema che puoi risolvere non serve affannarsi; se hai un problema che non puoi risolvere non serve affannarsi, non lo puoi risolvere".

martedì 15 marzo 2011

ROBA DA CARNEVALE

Non ho vinto a calcio, non ho vinto a pallavolo, non ha vinto il Milan, piove.
Eppure questo weekend è stato estremamente positivo.
Ho trascorso il sabato pomeriggio a ballare per le vie del paese dove abito vestito da egiziano. Accanto a me un sacco di altri egiziani, piccoli e grandi, alcuni nemmeno sapevo chi fossero, men che meno travestiti in quel modo. Ho ballato anche se non è la mia specialità, e si è visto; ho ballato perchè era quello il mio ruolo, perchè non ero il protagonista ero solo una comparsa, ho cercato di dare il massimo. L'ho fatto per quelle persone che hanno dedicato un sacco di tempo alla costruzione del carro, l'ho fatto per chi ha organizzato le coreografie e chi ha disegnato, tagliato e cucito tutti quei bei vestiti. L'ho fatto perchè tutti quei bambini si meritavano un carnevale vero, non di quelli da teppistello con la schiuma o raba simile; un Carnevale in grande stile. L'ho fatto perchè mi diverte.
Ho visto tanti ragazzi e adulti che, come me, hanno riscoperto il carnevale; perchè, in fondo, non c'è nulla di male ad andare in giro per le vie del paese a ballare, ridere e scherzare in questa giornata. Ho visto un gruppo di persone orgogliose di rappresentare una comunità attiva.
E tanto per ribadire il concetto, già espresso in un precedente post: il lavoro paga, sempre!

A coronamento della sfilata e della vittoria del gruppo di bambini, giovani e adulti dell'Oratorio di Caccivio, un sacco di tempo trascorso con la mia ragazza in questi due giorni tra trucco, strucco, amici, cene e aperitivi. Non potrei chiedere di meglio.

sabato 12 marzo 2011

OGNI SCHERZO VALE

Più o meno un anno fa sul mio cellulare compariva questo promemoria: "RICORDATI DI VESTIRTI A CARNEVALE".
Al termine della sfilata dei carri e delle maschere partecipanti al carnevale di Lurate Caccivio del 2009, di cui facevo parte della giuria, mi era rimasta in bocca la sensazione amara di essermi perso una buona occasione per divertirmi un pò. Sensazione  che, unita all'entusiasmo e alla bravura degli organizzatori del carro dell'Oratorio di Caccivio, mi aveva spinto a scriver quel promemoria sul cellulare con 365 giorni di anticipo.
Ebbene l'anno scorso, dopo diverso tempo, mi sono travestito (da aristogatto) per partecipare alla sfilata. Non nego di aver trascorso uno dei pomeriggi più divertenti dell'anno.E' stato forse il carnevale più bello a cui abbia mai partecipato, cercondo un pò di ricordare quelli passati.
E dopo un altro anno eccomi di nuovo qua, alla vigilia del carnevale, pronto ad indossare una maschera domani, anche come forma di ringraziamento per tutte quelle persone che da mesi lavorano dietro questo carnevale 2011.
Continuo poi ad essere dell'idea che se uno riesce a mascherarsi liberamente a Carnevale vuol dire che durante il resto dell'anno non indossi una "maschera", cioè riesce ad essere se stesso, perchè non potrebbe chiedere di meglio.

giovedì 24 febbraio 2011

BASTA POCO

Dovete sapere che da quest'anno lavoro come insegnante di Educazione Motoria in una scuola elementare, o per meglio dire "primaria" come si dovrebbe chiamare adesso. Mi occupo di sei classi, dalla terza alla quinta. Ebbene, dal mese di novembre accompagno alcune classi in piscina per il corso di nuoto promosso dal comune. Con noi c'è anche un ragazzo con ulcuni problemi, di cui non entro nel merito, anche perchè non li conosco tanto bene per parlarne. All'inizio, spaventato a morte dall'idea di entare in acqua, non veniva nemmeno a scuola nei giorni dedicati al corso. Trovato un compromesso con l'insegnante che lo segue, abbiamo patteggiato un'immersione nella vasca dei più piccoli come alternativa al corso vero e proprio. Per rendere la cosa ancora più attiva e coinvolgente decido di entrare anch'io in acqua con lui. Memore del mio "ventisette" all'esame di nuoto ero fiducioso sul da farsi. Col passare delle settimane però ho conosciuto meglio questo bambino, capendo che le sue paure rendevano i miei programmi vani. Piano piano ho perso di entusiamo, non vedendo risultati rispetto al tempo che gli dedicavo. L'isegnante di sostegno, preparata a tale eventualità, mi rincuorava invano.
Oggi però è successo qualcosa. E' cambiato qualcosa. Tutto ad un tratto abbiamo trovato l'attività adatta a lui e abbiamo fatto passi enormi in avanti. Sia nel nostro rapporto (superando il limite del non-contatto fisico) che in quello con acqua (riuscendo ad assumere una posizione simile a quella orizzontale anche se sdraiato sulla mia schiena). Così ho gattonato nell'acqua con questo bambino sulla schiena che sbatteva le gambe per una decina di minuti. E' stato bello davvero, ero molto felice e soddisfatto. Sarei andato avanti per ore! Alle volte basta davvero poco, sia per trovare una soluzione, sia per ricordarsi di quanto siamo fortunati, sia per essere felici!

mercoledì 9 febbraio 2011

RICOMINCIAMO

E' davvero tanto che non scrivo un post. La verità è che non ho avuto troppo tempo da dedicare a questo Blog. I giorni si sono susseguiti in modo incalzante, senza sosta, e quasi sempre le mie priorità erano altre.
Cercherò di riassumere in poche righe le "puntate" che vi siete persi.
Gran bella serata sabato 22 organizzata da Stefano ed Elisa a base di birra (anche il cibo). Un bel posto dove mangiare e dei grandi amici sono garanzia di momenti da ricordare. Nei giorni scorsi ho partecipato ai miei primi scrutini da insegnante presso l'istituto dove lavoro. Ho ripreso a giocare sia  Calcio che a Pallavolo; l'obiettivo e recuperare la forma gradualmente. Ho fatto conoscere la mia ragazza ai miei genitori (fatto da non sottovalutare assolutamente!). Mi son preso l'impegno settimanale di andare a nuotare in piscina per la salvaguardia della mia schiena.
Niente di trascendente come si può notare, ma sufficiente per darmi poco tempo per rifiatere. Non mi lamento comunque, è proprio questo che cerco. Giornate sempre piene, così da non sprecare nemmeno un attimo del preziosissimo tempo che mi viene dato. Mi chiedo allora: la mia vita ruota quindi intorno al lavoro? Cioè quello che faccio ha come priorità il guadagno di denaro?
Parte di quello che faccio ha questo scopo e gazie a Dio non mi pesa più di tanto. Per fortuna però diverse attività che riempiono la mia settimana sono gratuite, solo per il gusto e il piacere di farle.
Bene così.