Forse Kobe Bryant verrà a giocare nel campionato italiano.
Oggi ho sistemato il mio Curricum; era un pò che lo volevo fare e la richiesta di un amico mi ha sollecitato a farlo. Lo volevo, tra le altre cose, rendere più snello, facile da consultare e bello da vedere. Credo di esserci riuscito.
Sistemando le varie voci riguardi alle "esperienze professionali" noto come ogni anno che passa l'elenco si allunghis empre di più. La mia "professione" me lo permette, ho collezionato un buon numero di esperienze lavorative, un bel bagaglio di attività che mi permetono di essere aperto a proposte e collaborazioni che spesso mi arrivano. Sorrido quando scorro l'elenco di tutto quello che ho fatto in questi anni dopo gli studi universitari. Sorrido perchè mi ricordo da cosa sono partito: i pulcini '94 della Faloppiese. Giocavano a sette, quando però esisteva già una squadra a nove; in pratica erano quelli meno forti. Il nostro bel campionato lo facemmo comunque, credo che poi arrivammo primi o forse secondi. Il rimborso era misero, ma erano i primi soldi che guadagnavo, ricordo con quale onore conservassi quell'assegno che ogni mese andavo a risquotere. Ora le cifre per cui lavoro sono ben altre e la mia settimana è zeppa di attività, mentre a quel tempo era il mio unico impegno. Tra l'altro arrivai alla Faloppiese per un gioco di conoscenze, lì conobbi altre persone che poi mi permisero di fare altre esperienze molto interessanti dal punto di vista professionale. Un sorta di trampolino di lancio.
L'anno scorso mi è successo un fatto curioso. Negli spogliatoi della palestra di Villa Guardia, dove giocavo a pallavolo, prima di una partita di campionato, c'è anche la squadra dei ragazzi del basket che si sta cambiando. Sento uno di questi ragazzi che mi saluta: <Salve mister!>. Ci metto un pò a connettere che quel volto è quello di uno di quei ragazzini che allenavo nei pulcini della Faloppiese. Davvero bello rivederlo, spesso mi ero chiesto che fine avessero fatto. L'ho trovato felice, sereno e mi ha parlato in modo educato e gentile. Strano davvero però che l'allenatore e il giocatore di calcio si ritrovino dopo anni a praticare entrambi uno sport diverso: pallavolo il primo e basket il secondo. Evidentemente non era quella la loro strada.
Ora quel ragazzo è davvero appassionato di basket, tifa Lakers e stravede per Kobe Bryant. So che a Milano settimana scorsa era in prima fila per stringergli la mano.
Soprattutto per lui spero che Kobe venga in Italia a giocare.
Le parole volano via, si cancellano, si dimenticano; con l'ardire di metterle per iscritto affinchè non svaniscono nel tempo, creo questo Blog, perchè anch'io, un giorno, non faccia la stessa fine.
venerdì 7 ottobre 2011
sabato 10 settembre 2011
mercoledì 24 agosto 2011
martedì 23 agosto 2011
VENTATA DI GIOVINEZZA
17 Agosto. Non è una data qualunque. Lo sanno bene anche Andrea, Valeria e Laura. Inizia ad essere un giorno da ricordare dal 2007, quando, in barba agli scaramantici, giungiamo a Santiago de Compostela dopo trenta giorni di cammino. Dopo quatro lunghi anni è proprio lo stesso giorno di agosto che ritorno in Spagna. Non può essere solo un caso, qualcosa c'è sotto, un segno del destino forse. Comunque sono nuovamente diretto in terra iberica per la Giornata Mondiale della Gioventù che si tiene a Madrid. Non sarebbe nelle mie corde, ma ci tengo a partecipare per accompagnare gli adolescenti che ho seguito negli ultimi tre anni; mi sembra la degna conclusione di un cammino di crescita fatto insieme.
Confesso che è stata un'esperienza davvero entusiasmante. La moltitudine di giovani che abbiamo incontrato e con i quali abbiamo condiviso quest'avventura non ce la scorderemo mai. Sì, si è trattato proprio di un'avventura, tra ostelli palestre e l'aereoporto Cuatro Vientos. Tra Barcellone e Madrid. Sole, sole, sole ma anche pioggia a secchiate. Ho riscoperto la bellezza di entrare in contatto con persone straniere e il piacere di ascoltare le loro parole di terre lontane.
Ho sfrutato anche l'occasione per incontrare Nacho, Laura e la piccola Julia a Barcellona, amici pellegrini incontrati per caso quattro anni fa verso Santiago e coi quali ho un feeling molto particolare nonostante ci siamo visti solo per una settimana. E' surreale come parli con loro con una sconvolgente facilità di qualsiasi argomento. E poi non poteva mancare la visista Pietro e al bel locale dove lavora, visita troppo breve per cui mi riprometo di tornarci quanto prima.
Barcellona mi è piaciuta parecchio, con quel mix di nuovo e antico, arte e storia. Mi è sembrata una cità molto giovane, molto alla mano e sopratuto viva e alla portata di tutti. E per non farsi mancare nulla ha pure il mare; non male direi!
Tornando a riflettere sull'esperienza della JMJ rimpiango di non aver partecipato qualche anno fa, ma non importa, evidentemente non ero pronto. Sono felice per i ragazzi che ho quindi "accompagnato", spero lasci un segno importante nei loro cuori. Sono stati giorni particolari, la presenza di così tanti giovani da tutto il pianeta è una cosa unica e impareggiabile, ti fa sentire parte di un grandissima famiglia che è il mondo. Ripenso a tuti i volti che ho incontrato, sono davvero tanti e tutti felici per giunta. Che spetacolo! Centinaia di migliaia di persone. una cosa inimmaginabile!
Mi fa piacere anche di aver riassaporato la vita di ostello al Mellow Eco Hostel, è un ambiente in cui mi trovo sempre a mio agio e, in fondo, non era niente male.
Sono stati cinque giorni intensissimi, caratterizzati da lunghi spostamenti e da pasti frugali, lunghe camminate e mucho calor. Cinque giorni però che non dimenticherò tanto facilmente.
P.S.: "I-TA-LIA-NO BATTI LE MANI!" (chi sa sa!)
Confesso che è stata un'esperienza davvero entusiasmante. La moltitudine di giovani che abbiamo incontrato e con i quali abbiamo condiviso quest'avventura non ce la scorderemo mai. Sì, si è trattato proprio di un'avventura, tra ostelli palestre e l'aereoporto Cuatro Vientos. Tra Barcellone e Madrid. Sole, sole, sole ma anche pioggia a secchiate. Ho riscoperto la bellezza di entrare in contatto con persone straniere e il piacere di ascoltare le loro parole di terre lontane.
Ho sfrutato anche l'occasione per incontrare Nacho, Laura e la piccola Julia a Barcellona, amici pellegrini incontrati per caso quattro anni fa verso Santiago e coi quali ho un feeling molto particolare nonostante ci siamo visti solo per una settimana. E' surreale come parli con loro con una sconvolgente facilità di qualsiasi argomento. E poi non poteva mancare la visista Pietro e al bel locale dove lavora, visita troppo breve per cui mi riprometo di tornarci quanto prima.
Barcellona mi è piaciuta parecchio, con quel mix di nuovo e antico, arte e storia. Mi è sembrata una cità molto giovane, molto alla mano e sopratuto viva e alla portata di tutti. E per non farsi mancare nulla ha pure il mare; non male direi!
Tornando a riflettere sull'esperienza della JMJ rimpiango di non aver partecipato qualche anno fa, ma non importa, evidentemente non ero pronto. Sono felice per i ragazzi che ho quindi "accompagnato", spero lasci un segno importante nei loro cuori. Sono stati giorni particolari, la presenza di così tanti giovani da tutto il pianeta è una cosa unica e impareggiabile, ti fa sentire parte di un grandissima famiglia che è il mondo. Ripenso a tuti i volti che ho incontrato, sono davvero tanti e tutti felici per giunta. Che spetacolo! Centinaia di migliaia di persone. una cosa inimmaginabile!
Mi fa piacere anche di aver riassaporato la vita di ostello al Mellow Eco Hostel, è un ambiente in cui mi trovo sempre a mio agio e, in fondo, non era niente male.
Sono stati cinque giorni intensissimi, caratterizzati da lunghi spostamenti e da pasti frugali, lunghe camminate e mucho calor. Cinque giorni però che non dimenticherò tanto facilmente.
P.S.: "I-TA-LIA-NO BATTI LE MANI!" (chi sa sa!)
lunedì 15 agosto 2011
VITA E VACANZA
Sono di ritorno da due settimane splendide sull'isola di Rodi; quindici giorni spensierati di vita greca. Molto sono le cose che di cui non vorrei dimentirmi: i surfisti di Prassonissi, Domenico dell' Eklekton Drink&Food, il marito marinaio della nostra padrona di casa, la musica in spiaggia, il cibo greco, la festa in piazza con le danze popolari, il cameriere italiano del To Kamariko, le viuzze e le casette bianche di Lindos, la ragazza lituana e il buonissimo cibo greco. Tutto questo condito con un grande senso di libertà, tanta accoglienza e simpatia. Insomma un gran bel posto dove vivere! E ne ho avuta la prova visto che abbiam incontrato almeno tre italiani che hanno deciso di vivere su questa Isola, tra Rodi e Lindos. Non è detto che uno debba per forza vivere dove è nato, ci sono così tanti bei posti nel mondo. Grandi città o posti sperduti, paesi affascinanti o luoghi indescrivibilmente belli. Perchè non trascorrere parte della propria esistenza in uno o qualcuno di questi posti? Perchè rassegnarsi a visitare certi paesi solo come vacanza? Dove sta scrito che bisogna vivere (per lavorare) sempre nello stessa città? Non che io voglia trasferirmi a Lindos, ma un pensierino su quanto posso essere più serena la vita in luoghi come quello ce l'ho fatto. Poi però rifletto anche sul fatto che pure il surfista australiano e il cameriere di Lindos devono in qualche modo tirare avanti la carretta. Anche loro qualche volta saranno annoiati o stufi di insegnare surf e di girare per uno dei paesi più affascinanti che abbia mai visto. No?!?!?! E' un terribile dilemma e mi piacerebbe tanto travore personalmente la risposta.
P.S.:visto che la mia Nikon è diventata un prolugamento della mia mano vorrei corredare i miei post solo con foto fatte da me (come questa)
P.S.:visto che la mia Nikon è diventata un prolugamento della mia mano vorrei corredare i miei post solo con foto fatte da me (come questa)
mercoledì 20 luglio 2011
GUIDE ED ESEMPI
Ho trovato questa introduzione ad un manuale di motoria molto bella e voglio dedicarle un post.
Per tutti i colleghi, insegnanti, educatori, animatori, istruttori; per tutti coloro che lavorano o comunque passano del tempo con bambini e ragazzi. Non dimeticate mai queste parole:
"Ci sono piccoli occhi che ogni giorno osserveranno quello che tu farai
e giovani orecchie che ogni giorno ascolteranno quello che tu dirai
e mani inesperte che vorranno imitare ciò che tu mostrerai.
C'è un bambino che ogni giorno sogna di diventare come te.
Tu sei l'esempio per un piccolo uomo
che vuole crescere nel modo in cui tu sei cresciuto
Tu sei l'esempio per un piccolo uomo
che vuole crescere nel modo in cui tu sei cresciuto
e per questo non dubita mai di tutto quello che fai.
I suoi occhi sono spalancati su di te
e la sua giovane mente è convinta che tu hai sempre ragione.
Sii una buona guida per chi vuole crescere e diventare grande ".
I suoi occhi sono spalancati su di te
e la sua giovane mente è convinta che tu hai sempre ragione.
Sii una buona guida per chi vuole crescere e diventare grande ".
lunedì 18 luglio 2011
TUTTO D'UN FIATO!
E poi improvvisamente mi fermo e controllo il calendario, è il 18 luglio.
Faccio un po' i conti: sono sei lunghe settimane vissute tutte d'un fiato senza un attimo di tregua ricchissime di impegni ed eventi che si accavallavano l'uno sull'altro.
Più di quaranta giorni in cui non son nemmeno riuscito a trovare la concentrazione ed il tempo necessari per scrivere un post, talmente ero preso da ciò che avrei dovuto fare quello stesso giorno o il giorno a venire. Cosa mai sarà successo?!?!? Andiamo con ordine:
Questo tempo se ne è andato e, purtroppo non tornerà più indietro; sono contento di non essermi mai fermato, di non aver detto "no" ad una nuova proposta e di esser riuscito ad accontentare chi chiedesse il mio aiuto (anche se non ho ancora il dono dell'onnipresenza, anche se poco ci manca).
Nonostante questi bellissimi ricordi, queste grandi emozioni, queste strepitose esperienze, la cosa ancor più bella è che, ne sono sicuro, come dice quel profeta di Ligabue, il meglio deve ancora venire!
P.S.: dilettandomi ora anche in fotografia mi ripropongo di pubblicare quelche "opera d'arte" da me catturata con la mia reflex!
Faccio un po' i conti: sono sei lunghe settimane vissute tutte d'un fiato senza un attimo di tregua ricchissime di impegni ed eventi che si accavallavano l'uno sull'altro.
Più di quaranta giorni in cui non son nemmeno riuscito a trovare la concentrazione ed il tempo necessari per scrivere un post, talmente ero preso da ciò che avrei dovuto fare quello stesso giorno o il giorno a venire. Cosa mai sarà successo?!?!? Andiamo con ordine:
- un giro del lago di Varese by bike;
- la mia prima reflex personale [Nikon D3100];
- un campo di pallavolo improvvisato in una due giorni di festa paesana;
- la scenografia di un teatro con più di duecento spettatori;
- l'ultimo allenamento, l'ultima partita, l'ultima lezione e l'ultima di praticamente tutte le attività che svolgo durante l'anno;
- il compleanno della fidanzata (da non sottovalutare!);
- l'organizzazione di un torneo di calcio con 12 squadre della durata di due settimane;
- l'acquisto della mia prima automobile [PuntoEvo150°];
- gli scrutini finali delle sei classi dell'Istituto S.Marta;
- tre settimane di camp del CONI (in cui tra le altre cose ho "insegnato" scherma e sculture con i palloncini);
- una settimana (l'ultima) da maestro alla scuola estiva;
- la festa finale della sezione pallavolo;
- l'E-state Insieme a Villa Guardia al mattino;
- l'addio al celibato e il matrimonio di un carissimo amico;
- una dodici ore di pallavolo in cui ci siam classificati secondi;
- il torneo di Maccio della durata di quasi un mese;
- un camp multisport a Canazei in Trentino.
Questo tempo se ne è andato e, purtroppo non tornerà più indietro; sono contento di non essermi mai fermato, di non aver detto "no" ad una nuova proposta e di esser riuscito ad accontentare chi chiedesse il mio aiuto (anche se non ho ancora il dono dell'onnipresenza, anche se poco ci manca).
Nonostante questi bellissimi ricordi, queste grandi emozioni, queste strepitose esperienze, la cosa ancor più bella è che, ne sono sicuro, come dice quel profeta di Ligabue, il meglio deve ancora venire!
P.S.: dilettandomi ora anche in fotografia mi ripropongo di pubblicare quelche "opera d'arte" da me catturata con la mia reflex!
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