Ho questo ricordo: un copriletto rosso acceso, di un tessuto simile al velluto con delle venature, delle coste, molto marcate che lo rendevano molto morbido al tatto. Si abbinava perfettamente alle finiture dei mobili della camera. Per diverso tempo è stato sul letto accanto al mio, nella mia camera, cioè nella camera mia e di mia sorella Marta. Ero molto piccolo, ma lo ricordo abbastanza distintamente. Quando poi è venuto anche per mia sorella il momento di passare al letto grande, quello vero e proprio, abbandonando il lettino con le sponde, il coprilletto è stato tolto e messo da parte. per una ventina d'anni credo, o qualcosa meno.
Ieri è ricomparso. Quasi magicamente. Tornato a casa dalla settimana a Livigno lo ritrovo al suo posto, sul letto accanto al mio, come un lunghissimo flashback della durata di decine di anni. Mi ha fatto un certo effetto; ho relizzato allora, come già sapevo da tempo, che mia sorella si è trasferita, se ne è andata a vivere da un'altra parte sostanzialmente.
E' già successo altre volte di passare del tempo senza la sua "presenza" in camera e devo dire, non lo nego, che non disprezzavo la situazione. Quando capitava godevo di alcune libertà in più derivanti appunto dallo stare in camera da solo.
Alcuni giorni ci si incrociava solo lì, nel momento d'andare a letto, oppure mentre uno dei due dormiva già; spesso senza scambiarsi nemmeno la buonanotte.
A ripensarci abbiam trascorso nella stessa stanza, a un metro scraso di distanza, la stragrande maggioranza delle notti della nostra esistenza.
Questa volta è diverso però, è per sempre. Penso a tutte le aggevolazioni che mi spettano ora: prima di tutto un sacco di spazio libero negli armadi! Poter far tardi al computer quando mi pare! Accendere la luce a tutte le ore della notte o del mattino!
Però c'è comunque un velo di malinconia e nostalgia per una persona, mia sorella, che non dorme più nel letto accanto al mio. Al suo posto, ora, solo un copriletto rosso.

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