17 Agosto. Non è una data qualunque. Lo sanno bene anche Andrea, Valeria e Laura. Inizia ad essere un giorno da ricordare dal 2007, quando, in barba agli scaramantici, giungiamo a Santiago de Compostela dopo trenta giorni di cammino. Dopo quatro lunghi anni è proprio lo stesso giorno di agosto che ritorno in Spagna. Non può essere solo un caso, qualcosa c'è sotto, un segno del destino forse. Comunque sono nuovamente diretto in terra iberica per la Giornata Mondiale della Gioventù che si tiene a Madrid. Non sarebbe nelle mie corde, ma ci tengo a partecipare per accompagnare gli adolescenti che ho seguito negli ultimi tre anni; mi sembra la degna conclusione di un cammino di crescita fatto insieme.
Confesso che è stata un'esperienza davvero entusiasmante. La moltitudine di giovani che abbiamo incontrato e con i quali abbiamo condiviso quest'avventura non ce la scorderemo mai. Sì, si è trattato proprio di un'avventura, tra ostelli palestre e l'aereoporto Cuatro Vientos. Tra Barcellone e Madrid. Sole, sole, sole ma anche pioggia a secchiate. Ho riscoperto la bellezza di entrare in contatto con persone straniere e il piacere di ascoltare le loro parole di terre lontane.
Ho sfrutato anche l'occasione per incontrare Nacho, Laura e la piccola Julia a Barcellona, amici pellegrini incontrati per caso quattro anni fa verso Santiago e coi quali ho un feeling molto particolare nonostante ci siamo visti solo per una settimana. E' surreale come parli con loro con una sconvolgente facilità di qualsiasi argomento. E poi non poteva mancare la visista Pietro e al bel locale dove lavora, visita troppo breve per cui mi riprometo di tornarci quanto prima.
Barcellona mi è piaciuta parecchio, con quel mix di nuovo e antico, arte e storia. Mi è sembrata una cità molto giovane, molto alla mano e sopratuto viva e alla portata di tutti. E per non farsi mancare nulla ha pure il mare; non male direi!
Tornando a riflettere sull'esperienza della JMJ rimpiango di non aver partecipato qualche anno fa, ma non importa, evidentemente non ero pronto. Sono felice per i ragazzi che ho quindi "accompagnato", spero lasci un segno importante nei loro cuori. Sono stati giorni particolari, la presenza di così tanti giovani da tutto il pianeta è una cosa unica e impareggiabile, ti fa sentire parte di un grandissima famiglia che è il mondo. Ripenso a tuti i volti che ho incontrato, sono davvero tanti e tutti felici per giunta. Che spetacolo! Centinaia di migliaia di persone. una cosa inimmaginabile!
Mi fa piacere anche di aver riassaporato la vita di ostello al Mellow Eco Hostel, è un ambiente in cui mi trovo sempre a mio agio e, in fondo, non era niente male.
Sono stati cinque giorni intensissimi, caratterizzati da lunghi spostamenti e da pasti frugali, lunghe camminate e mucho calor. Cinque giorni però che non dimenticherò tanto facilmente.
P.S.: "I-TA-LIA-NO BATTI LE MANI!" (chi sa sa!)
Le parole volano via, si cancellano, si dimenticano; con l'ardire di metterle per iscritto affinchè non svaniscono nel tempo, creo questo Blog, perchè anch'io, un giorno, non faccia la stessa fine.
martedì 23 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
VITA E VACANZA
Sono di ritorno da due settimane splendide sull'isola di Rodi; quindici giorni spensierati di vita greca. Molto sono le cose che di cui non vorrei dimentirmi: i surfisti di Prassonissi, Domenico dell' Eklekton Drink&Food, il marito marinaio della nostra padrona di casa, la musica in spiaggia, il cibo greco, la festa in piazza con le danze popolari, il cameriere italiano del To Kamariko, le viuzze e le casette bianche di Lindos, la ragazza lituana e il buonissimo cibo greco. Tutto questo condito con un grande senso di libertà, tanta accoglienza e simpatia. Insomma un gran bel posto dove vivere! E ne ho avuta la prova visto che abbiam incontrato almeno tre italiani che hanno deciso di vivere su questa Isola, tra Rodi e Lindos. Non è detto che uno debba per forza vivere dove è nato, ci sono così tanti bei posti nel mondo. Grandi città o posti sperduti, paesi affascinanti o luoghi indescrivibilmente belli. Perchè non trascorrere parte della propria esistenza in uno o qualcuno di questi posti? Perchè rassegnarsi a visitare certi paesi solo come vacanza? Dove sta scrito che bisogna vivere (per lavorare) sempre nello stessa città? Non che io voglia trasferirmi a Lindos, ma un pensierino su quanto posso essere più serena la vita in luoghi come quello ce l'ho fatto. Poi però rifletto anche sul fatto che pure il surfista australiano e il cameriere di Lindos devono in qualche modo tirare avanti la carretta. Anche loro qualche volta saranno annoiati o stufi di insegnare surf e di girare per uno dei paesi più affascinanti che abbia mai visto. No?!?!?! E' un terribile dilemma e mi piacerebbe tanto travore personalmente la risposta.
P.S.:visto che la mia Nikon è diventata un prolugamento della mia mano vorrei corredare i miei post solo con foto fatte da me (come questa)
P.S.:visto che la mia Nikon è diventata un prolugamento della mia mano vorrei corredare i miei post solo con foto fatte da me (come questa)
mercoledì 20 luglio 2011
GUIDE ED ESEMPI
Ho trovato questa introduzione ad un manuale di motoria molto bella e voglio dedicarle un post.
Per tutti i colleghi, insegnanti, educatori, animatori, istruttori; per tutti coloro che lavorano o comunque passano del tempo con bambini e ragazzi. Non dimeticate mai queste parole:
"Ci sono piccoli occhi che ogni giorno osserveranno quello che tu farai
e giovani orecchie che ogni giorno ascolteranno quello che tu dirai
e mani inesperte che vorranno imitare ciò che tu mostrerai.
C'è un bambino che ogni giorno sogna di diventare come te.
Tu sei l'esempio per un piccolo uomo
che vuole crescere nel modo in cui tu sei cresciuto
Tu sei l'esempio per un piccolo uomo
che vuole crescere nel modo in cui tu sei cresciuto
e per questo non dubita mai di tutto quello che fai.
I suoi occhi sono spalancati su di te
e la sua giovane mente è convinta che tu hai sempre ragione.
Sii una buona guida per chi vuole crescere e diventare grande ".
I suoi occhi sono spalancati su di te
e la sua giovane mente è convinta che tu hai sempre ragione.
Sii una buona guida per chi vuole crescere e diventare grande ".
lunedì 18 luglio 2011
TUTTO D'UN FIATO!
E poi improvvisamente mi fermo e controllo il calendario, è il 18 luglio.
Faccio un po' i conti: sono sei lunghe settimane vissute tutte d'un fiato senza un attimo di tregua ricchissime di impegni ed eventi che si accavallavano l'uno sull'altro.
Più di quaranta giorni in cui non son nemmeno riuscito a trovare la concentrazione ed il tempo necessari per scrivere un post, talmente ero preso da ciò che avrei dovuto fare quello stesso giorno o il giorno a venire. Cosa mai sarà successo?!?!? Andiamo con ordine:
Questo tempo se ne è andato e, purtroppo non tornerà più indietro; sono contento di non essermi mai fermato, di non aver detto "no" ad una nuova proposta e di esser riuscito ad accontentare chi chiedesse il mio aiuto (anche se non ho ancora il dono dell'onnipresenza, anche se poco ci manca).
Nonostante questi bellissimi ricordi, queste grandi emozioni, queste strepitose esperienze, la cosa ancor più bella è che, ne sono sicuro, come dice quel profeta di Ligabue, il meglio deve ancora venire!
P.S.: dilettandomi ora anche in fotografia mi ripropongo di pubblicare quelche "opera d'arte" da me catturata con la mia reflex!
Faccio un po' i conti: sono sei lunghe settimane vissute tutte d'un fiato senza un attimo di tregua ricchissime di impegni ed eventi che si accavallavano l'uno sull'altro.
Più di quaranta giorni in cui non son nemmeno riuscito a trovare la concentrazione ed il tempo necessari per scrivere un post, talmente ero preso da ciò che avrei dovuto fare quello stesso giorno o il giorno a venire. Cosa mai sarà successo?!?!? Andiamo con ordine:
- un giro del lago di Varese by bike;
- la mia prima reflex personale [Nikon D3100];
- un campo di pallavolo improvvisato in una due giorni di festa paesana;
- la scenografia di un teatro con più di duecento spettatori;
- l'ultimo allenamento, l'ultima partita, l'ultima lezione e l'ultima di praticamente tutte le attività che svolgo durante l'anno;
- il compleanno della fidanzata (da non sottovalutare!);
- l'organizzazione di un torneo di calcio con 12 squadre della durata di due settimane;
- l'acquisto della mia prima automobile [PuntoEvo150°];
- gli scrutini finali delle sei classi dell'Istituto S.Marta;
- tre settimane di camp del CONI (in cui tra le altre cose ho "insegnato" scherma e sculture con i palloncini);
- una settimana (l'ultima) da maestro alla scuola estiva;
- la festa finale della sezione pallavolo;
- l'E-state Insieme a Villa Guardia al mattino;
- l'addio al celibato e il matrimonio di un carissimo amico;
- una dodici ore di pallavolo in cui ci siam classificati secondi;
- il torneo di Maccio della durata di quasi un mese;
- un camp multisport a Canazei in Trentino.
Questo tempo se ne è andato e, purtroppo non tornerà più indietro; sono contento di non essermi mai fermato, di non aver detto "no" ad una nuova proposta e di esser riuscito ad accontentare chi chiedesse il mio aiuto (anche se non ho ancora il dono dell'onnipresenza, anche se poco ci manca).
Nonostante questi bellissimi ricordi, queste grandi emozioni, queste strepitose esperienze, la cosa ancor più bella è che, ne sono sicuro, come dice quel profeta di Ligabue, il meglio deve ancora venire!
P.S.: dilettandomi ora anche in fotografia mi ripropongo di pubblicare quelche "opera d'arte" da me catturata con la mia reflex!
martedì 31 maggio 2011
IL PIU' GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è di certo questa vita che chissà da dove arriva e chissà dove mi porta!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un concerto di Jovanotti, senza ombra di dubbio il mio artista preferito da qualche anno a questa parte. Personaggio carismatico e affascinante, uno che sembra aver capito tutto della vita ,che la vita l'ha vissuta appieno o almeno ci ha provato, ed ha imparato qualcosa da ogni esperienza, incontro o avventura sperimentata. Il suo concerto mi ha sorpreso ancora una volta per l'energia che ha trasmesso, per la bellezza delle sue canzoni che dal vivo sono ancora più attuali e tamarre al punto giusto; senza tralasciare il finale da discoteca che ti lancia l'ultima botta di adrenalina.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è piazza duomo a Milano gremita di tifosi milanista in delirio per la squadra campione d'Italia! gente arrampicata su qualsiasi appiglio immaginabile: cartelli stradali, fermate della metro, fontane, monumenti e lampioni. La piazza di solito è molto affollata, ma così proprio non sarei nemmeno riuscito ad immaginarmela. E poi cori a non finire nella stazione della metro dove rimbomba tutto, Milano per un pomeriggio è stata solo rossonera.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una grigliata celebrativa coi compagni di calcio: altro momento indimenticabile di un'indimenticabile stagione.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono i Giochi della Gioventù vissuti dalla parte di chi organizza: dirigere le scuole e gli insegnati di Educazione Fisica per una mattina mi ha riempito di orgoglio. Io che volevo insegnare, per una volta, sono fra gli insegnanti, anzi un livello superiore, sono loro che chiedono a me come si gioca.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una giornata di minivolley in piazza Cavour a Como, location davvero spettacolare per giocare a pallavolo insieme a tanti bambini; gli stessi che per sbaglio mi chiedono l'autografo scambiandomi per un qualche giocatore di altro livello! Campi di minivolley a pochi metri dal lago in una giornata caldissima: cosa si può chiedere di più?
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è la 24euro a Villaguardia: 24ore di basket, pallavolo e calcio. Ci siam distinti per aver vinto il misero torneo di volley e sono riuscito anche ad intrufolarmi in campo per fare qualche canestro per le donne dell'Africa.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un torneo con le bambine del GSV al parco di Bregnano: qualcosa di molto più simile ad un pic-nic più che ad un torneo per l'atmosfera che si respirava, davvero molto bello...e molto molto caldo!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è lo spettacolo finale della scuola elementare dove lavori: un successone! Ancora più gustoso dopo le innumerevoli prove fatte per settimane e settimane. Ma ancora più spettacolare il finale della serata che mai e poi mai mi sarei immaginato, dopo il ricco buffet le casse pompano ancora musica e via le suore si buttano in pista e ballano come il miglior John Travolta! Anzi come se fossero sotto il palco di Jovanotti. Davvero impressionante, e lo dico con un pizzico di invidia per le loro doti di ballerine.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono quelle giornate in cui crolli sul letto, ma col sorriso stampato in volto per quanto sono state belle e intense!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un concerto di Jovanotti, senza ombra di dubbio il mio artista preferito da qualche anno a questa parte. Personaggio carismatico e affascinante, uno che sembra aver capito tutto della vita ,che la vita l'ha vissuta appieno o almeno ci ha provato, ed ha imparato qualcosa da ogni esperienza, incontro o avventura sperimentata. Il suo concerto mi ha sorpreso ancora una volta per l'energia che ha trasmesso, per la bellezza delle sue canzoni che dal vivo sono ancora più attuali e tamarre al punto giusto; senza tralasciare il finale da discoteca che ti lancia l'ultima botta di adrenalina.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è piazza duomo a Milano gremita di tifosi milanista in delirio per la squadra campione d'Italia! gente arrampicata su qualsiasi appiglio immaginabile: cartelli stradali, fermate della metro, fontane, monumenti e lampioni. La piazza di solito è molto affollata, ma così proprio non sarei nemmeno riuscito ad immaginarmela. E poi cori a non finire nella stazione della metro dove rimbomba tutto, Milano per un pomeriggio è stata solo rossonera.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una grigliata celebrativa coi compagni di calcio: altro momento indimenticabile di un'indimenticabile stagione.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono i Giochi della Gioventù vissuti dalla parte di chi organizza: dirigere le scuole e gli insegnati di Educazione Fisica per una mattina mi ha riempito di orgoglio. Io che volevo insegnare, per una volta, sono fra gli insegnanti, anzi un livello superiore, sono loro che chiedono a me come si gioca.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è una giornata di minivolley in piazza Cavour a Como, location davvero spettacolare per giocare a pallavolo insieme a tanti bambini; gli stessi che per sbaglio mi chiedono l'autografo scambiandomi per un qualche giocatore di altro livello! Campi di minivolley a pochi metri dal lago in una giornata caldissima: cosa si può chiedere di più?
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è la 24euro a Villaguardia: 24ore di basket, pallavolo e calcio. Ci siam distinti per aver vinto il misero torneo di volley e sono riuscito anche ad intrufolarmi in campo per fare qualche canestro per le donne dell'Africa.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è un torneo con le bambine del GSV al parco di Bregnano: qualcosa di molto più simile ad un pic-nic più che ad un torneo per l'atmosfera che si respirava, davvero molto bello...e molto molto caldo!
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è lo spettacolo finale della scuola elementare dove lavori: un successone! Ancora più gustoso dopo le innumerevoli prove fatte per settimane e settimane. Ma ancora più spettacolare il finale della serata che mai e poi mai mi sarei immaginato, dopo il ricco buffet le casse pompano ancora musica e via le suore si buttano in pista e ballano come il miglior John Travolta! Anzi come se fossero sotto il palco di Jovanotti. Davvero impressionante, e lo dico con un pizzico di invidia per le loro doti di ballerine.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang sono quelle giornate in cui crolli sul letto, ma col sorriso stampato in volto per quanto sono state belle e intense!
martedì 10 maggio 2011
FINALE DA FAVOLA
Ultimo minuto. Ultima partita di campionato. Secondi contro primi. Il capitano segna il gol della vittoria. La vittoria vuol dire primo posto in classifica! Quel capitano quasi mai fuori dalle righe; quel capitano che predica sempre prudenza e sprona tutta la squadra alla concentrazione e alla determinzione; quel capitano che ha voluto festegiare il suo matrimonio anche coi compagni di squadra; quel capitano che ormai conosci da anni e con cui hai giocato decine di partite con maglie diverse e in altre categorie. Non sono emozioni da film, nemmeno da Holly&Benji, è la cronaca dei pensieri che mi sono balenati in mente quando l'ho visto calciare dal limite dell'area, all'ultimo minuto dell'ultima partita del campionato. Solo cosi poteva finire, nel modo migliore possibile.
Cinque giorni prima ci giocavamo la promozione nella categoria superiore. Nel giro di ventiquattr'ore però la nostra vittoria e il risultato favorevole dei diretti avversari ci regalano la matematica del secondo posto. La gioia è grande! Ora abbiamo in mano la possibilità di vincere addirittura il campionato; sessanta minuti (più recupero): un solo risultato disponibile per poter agguantare il primo posto.
Prima della gare il clima è rilassato, le due formazioni hanno raggiunto già la promozione, un bel sole scalda questa domenica mattina. La posta in gioca però è alta, ma nessuno vuole darlo a vedere. La partita è in bilico, le squadre si equivalgono anche se sembriamo a tratti schiacciare gli avversari nella loro area. In panchina non c'è il mister, al suo posto il vice allenatore che ci conosce dai tempi delle medie; la storia in un certo senso si ripete. Verso la fine del secondo tempo sembra che il risultato più giusto sia il pareggio; manca pochissimo è sarà quello definitivo. Quando vedo calciare il nostro capitano però so già che quel tiro non può far altro che finire in rete; è il finale più bello, quella palla non può andar fuori. Se avessi dovuto scrivere un finale migliore non ci sarei riuscito. Primo posto! All'ultimo minuto dell'ultima partita di campionato!
P.S.: quando andavamo alle medie dopo le partie, vinte o perse (raramente), l'allenatore ci pagava SEMPRE il gelato. Domenica l'aperitivo ce l'ha offerto lui senza dir nulla, ma io in fondo già lo sapevo.
Cinque giorni prima ci giocavamo la promozione nella categoria superiore. Nel giro di ventiquattr'ore però la nostra vittoria e il risultato favorevole dei diretti avversari ci regalano la matematica del secondo posto. La gioia è grande! Ora abbiamo in mano la possibilità di vincere addirittura il campionato; sessanta minuti (più recupero): un solo risultato disponibile per poter agguantare il primo posto.
Prima della gare il clima è rilassato, le due formazioni hanno raggiunto già la promozione, un bel sole scalda questa domenica mattina. La posta in gioca però è alta, ma nessuno vuole darlo a vedere. La partita è in bilico, le squadre si equivalgono anche se sembriamo a tratti schiacciare gli avversari nella loro area. In panchina non c'è il mister, al suo posto il vice allenatore che ci conosce dai tempi delle medie; la storia in un certo senso si ripete. Verso la fine del secondo tempo sembra che il risultato più giusto sia il pareggio; manca pochissimo è sarà quello definitivo. Quando vedo calciare il nostro capitano però so già che quel tiro non può far altro che finire in rete; è il finale più bello, quella palla non può andar fuori. Se avessi dovuto scrivere un finale migliore non ci sarei riuscito. Primo posto! All'ultimo minuto dell'ultima partita di campionato!
P.S.: quando andavamo alle medie dopo le partie, vinte o perse (raramente), l'allenatore ci pagava SEMPRE il gelato. Domenica l'aperitivo ce l'ha offerto lui senza dir nulla, ma io in fondo già lo sapevo.
sabato 7 maggio 2011
VIAGGI NEL TEMPO
Cosa ti resta dopo giornate così? Un sorrisone grosso come una fetta d'anguria. E' quello che penso se ritorno con la mente ai giorni trascorsi in pieno relax durante le feste pasquali e la trasferta ad Igea Marina del GSV (gruppo sportivo villaguardia).
Andiamo con ordine. Venerdì santo da sette anni a questa parte vuol dire ventiquattrore di pallavolo. Si avete capito bene ventiquattro ore consecutivi di volley! A dirla così sembra una pazzia, ma sperimentata poi non è che sia proprio impossibile. Tante partite quindi, tanta musica, tanti amici, tanto bere e tanto cibo... alla fine, inevitabilmente, tanto sonno. Come potete immaginare tanto, ma proprio tanto divertimento! Se penso alle passate edizioni i ricordi si mescolano fra loro: scherzi, risvegli difficili, momenti esilaranti, prestazioni imbarazzanti...restano solo le magliette ricordo a diversificare le varie edizioni del torneo alla fine. Giornata memorabile. Punto.
Pasquetta vuol dire grigliata con gli amici. Qest'anno abbiam fatto le cose in grande. Carne in quantità industriale, gazzebo d'esperienza sarda, campo tattico da beach volley post pranzo, birra quanto basta e la giusta compagnia hanno reso il pomeriggio del lunedì dell'Angelo davvero da ricordare per la sua spensieratezza.
1° Maggio e relativo ponte da un paio d'anni è per me l'appuntamento fisso con le spiagge di Igea Marina per il torneo a cui partecipa il GSV e quindi anche le bambine del minivolley che alleno. Solo a vederlo, il mare, già ti senti meglio. Poi le partite sulla sabbia, i mille imprevisti e le altrettante risate rendono questi giorni spesso indimenticabili. Sarà anche la vita da albergo, che ogni tanto non mi dispiace, a rendere il tutto ancora più gradevole. Basta pensare che l'impegno più gravoso della giornata di solito è raggiungere i campi di gioco con una "faticosissima" passeggiata sul bagnasciuga sospinti da una dolce brezza marina. Non dimentichiamocene poi, il mio cuore è legato in parte a questi lidi. Appuntamento quindi immancabile nella mia agenda!
Poi devi tornare a casa, disfare i bagagli, rimetterti in pista per le tua attività consuete. Si fa fatica, molta fatica. E' il solito discorso: lo stile di vita che conduciamo solitamente rispetto a giornate di questo calibro e davvero poca cosa. Sono giornate come queste che ci danno la carica però, ci spingono avanti col sorriso sulle labbra, consci che dopo la salita c'è sempre una bella discesa.
Andiamo con ordine. Venerdì santo da sette anni a questa parte vuol dire ventiquattrore di pallavolo. Si avete capito bene ventiquattro ore consecutivi di volley! A dirla così sembra una pazzia, ma sperimentata poi non è che sia proprio impossibile. Tante partite quindi, tanta musica, tanti amici, tanto bere e tanto cibo... alla fine, inevitabilmente, tanto sonno. Come potete immaginare tanto, ma proprio tanto divertimento! Se penso alle passate edizioni i ricordi si mescolano fra loro: scherzi, risvegli difficili, momenti esilaranti, prestazioni imbarazzanti...restano solo le magliette ricordo a diversificare le varie edizioni del torneo alla fine. Giornata memorabile. Punto.
Pasquetta vuol dire grigliata con gli amici. Qest'anno abbiam fatto le cose in grande. Carne in quantità industriale, gazzebo d'esperienza sarda, campo tattico da beach volley post pranzo, birra quanto basta e la giusta compagnia hanno reso il pomeriggio del lunedì dell'Angelo davvero da ricordare per la sua spensieratezza.
1° Maggio e relativo ponte da un paio d'anni è per me l'appuntamento fisso con le spiagge di Igea Marina per il torneo a cui partecipa il GSV e quindi anche le bambine del minivolley che alleno. Solo a vederlo, il mare, già ti senti meglio. Poi le partite sulla sabbia, i mille imprevisti e le altrettante risate rendono questi giorni spesso indimenticabili. Sarà anche la vita da albergo, che ogni tanto non mi dispiace, a rendere il tutto ancora più gradevole. Basta pensare che l'impegno più gravoso della giornata di solito è raggiungere i campi di gioco con una "faticosissima" passeggiata sul bagnasciuga sospinti da una dolce brezza marina. Non dimentichiamocene poi, il mio cuore è legato in parte a questi lidi. Appuntamento quindi immancabile nella mia agenda!
Poi devi tornare a casa, disfare i bagagli, rimetterti in pista per le tua attività consuete. Si fa fatica, molta fatica. E' il solito discorso: lo stile di vita che conduciamo solitamente rispetto a giornate di questo calibro e davvero poca cosa. Sono giornate come queste che ci danno la carica però, ci spingono avanti col sorriso sulle labbra, consci che dopo la salita c'è sempre una bella discesa.
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